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Le repliche dei tramonti non le trasmettono mai.Gli obiettivi nascono col primo intento di dare benessere a colui che li fissa.
Il fallimento ed il malessere sono solo l'ultima (probabile a seconda dell'individuo) fase del processo, prima si assiste ad un ciclo pieno di piacere.
Gli innamorati.
I più narrano l'esperienza amorosa come un periodo sognante e di benessere. Pure i drogati danno la stessa descrizione dell'endovena. Esistono molte altre decisioni, ma sull'aspetto del sogno voglio far luce, e cioè sognare e programmare son cose simili. L'innamorato sogna, l'innamorato quindi programma, l'innamorato pone obiettivi, l'innamorato si sente bene. Tutto torna, tutto ha senso. L'innamorato è chiaramente inebriato dal turbinio di sentimenti che prova, l'orgasmo percepito potrebbe indurlo a fare progetti immensi, sarebbe comprensibile. Invece no, l'innamorato è disposto a fare grandi cose nell'immediato se ciò significa mantenere lo stato di benessere, tuttavia, i numerosi progetti futuri han tutt'altro che vedere con l'originalità ed il coraggio. Gli innamorati, a lungo termine, hanno progetti di basso profilo, e non per importanza, ma perchè simili per tutti, ma soprattutto cose raggiungibilissime. I rilanci al paragone col tossico si potrebbero fare ogni due righe, e nonostante sia molto pertinente e pesante (cioè di mio gusto), potrebbe turbare i più moderati. L'innamorato che si esime da seguire questa logica, è solitamente considerato meno innamorato di altri, forse lo è, non saprei dire. Magari è più scafato.
Le esperienze amorose terminano spesso, per propria scelta o meno. Se non si è consenzienti al termine di questo periodo, di sicuro si soffre. Perchè? Per molti motivi, certo, ma l'ipotesi che desidero raggiungere fin dall'inizio, è che si soffra particolarmente per il fatto che i progetti vadano a monte tutti di colpo, specie perchè il subconscio sà che erano progetti di basso rischio, raggiungibili se il rapporto fosse continuato. Il fallimento fa soffrire. Poi ognuno riversa quasta frustrazione in mille altre direzioni ed ecco che nascono mille nuovi disturbi che possono indurre a dire che la tesi da me proposta non corrisponda al vero. Cosi nasce anche la tossicodipendenza.
Gli innamorati disoccupati.
Tutti vogliono innamorarsi. Ai più fortunati capita di vivere amori intensi, altri amori mal ricambiati, eccetera eccetera. Pochi non sanno innamorarsi, molti non saranno amati. Ad ogni modo, tutti attendono l'amore. Il soggetto disoccupato non sempre cerca occupazione, anche perchè non è semplice, oppure non è portato, o non ha voglia, ad ogni modo il disoccupato ha tempo libero, mente lucida. Quindi come tutti, progetta. I progetti dell'innamorato disoccupato sono precari, almeno sotto la facciata, e quindi qua entra in gioco la fantasia, l'idiozia, l'intraprendenza e quant'altro: nascono i progetti di alto profilo. Ma precari, perchè non si vuol essere disoccupati a vita, l'amore è bello. Ed è forte. Pochi riescono a mantenere le redini dei progetti d'alto profilo, e perchè no, integrarli in presenza di quelli portati dalla fase d'innamoramento. Molti mandano a monte tutto e si fanno coinvolgere totalmente dai secondi.
Esiste la paura di amare quindi?
Non lo so.
E non voglio saperlo.
Che tanto poi, le repliche dei tramonti non le trasmettono mai. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://tosskommando.spaces.live.com/blog/cns!2B666FF014722D5!3320.trak Weblogs that reference this entry
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